Per sette anni aveva vissuto legato a lei e ogni suo passo era stato eseguito dai suoi occhi. Era come se lei gli avesse legato alla caviglia una palla di ferro. Ora il suo passo era tutt’a un tratto più leggero. Quasi si librava nell’aria. Era entrato nello spazio magico di Parmenide: assaporava la dolce leggerezza dell’essere.
Milan Kundera

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