giovedì 30 aprile 2020

Comunicazione



Ad un tratto ho sperimentato la novità e la difficoltà della nuova comunicazione. 
A momenti noiosa con i suoi lati positivi.
Finalmente non ci si parla addosso e forse si inizia ad ascoltare il prossimo. 
O forse si passa ad un ascolto selettivo: scelgo chi ascoltare e magari nel frattempo posso dedicarmi anche a qualcos’altro.
Puoi osservare i tuoi interlocutori: dove vivono, cosa scelgono di mostrare di loro, cosa mostrano per caso della loro casa e della loro vita.
Tutto arriva un po’ più freddo e distante e lascia un senso di vuoto e d’insoddisfazione.
Esistono tanti modi di comunicare e ora questo è l’unico possibile.

Affacciarsi di nuovo al mondo, rivedere chi eri abituato a incontrare ogni giorno: con qualcuno scambiavi solo poche parole con altri condividevi pensieri, soddisfazioni, malumori, stanchezza e sorrisi davanti ad un caffè.

mercoledì 29 aprile 2020

L’insostenibile leggerezza dell’essere-Voglia di leggerezza

Per sette anni aveva vissuto legato a lei e ogni suo passo era stato eseguito dai suoi occhi. Era come se lei gli avesse legato alla caviglia una palla di ferro. Ora il suo passo era tutt’a un tratto più leggero. Quasi si librava nell’aria. Era entrato nello spazio magico di Parmenide: assaporava la dolce leggerezza dell’essere.
Milan Kundera

martedì 28 aprile 2020

Ancestrale

La mente corre subito alla fiaba di Vassilissa la bella.
E alla sua bambola regalatale dalla madre morente.
Spesso le cose non sono come appaiono.
Ecco perché c’è bisogno di una guida, antica, sicura, da ascoltare non con le orecchie ma con il cuore.
Vassilissa è coraggiosa, ottiene perché chiede, fa le domande giuste.
Ed è saggia perché è capace di smettere di chiedere: chi troppo sa prima invecchia.
Ci sono cose che non possono essere conosciute.
Vassilissa impara a scegliere chi avere accanto: colui che si prende cura di lei come una rosa che cresce nel suo giardino.

Si chiede cosa vuole davvero e agisce seguendo l’intuito che sa che cosa fare.

lunedì 27 aprile 2020

Ri-inizi

20/4/2020
La fiaba che ho riletto è intitolata “Le dodici principesse al ballo”. È una fiaba che parla di libertà e della voglia di ballare.
Dodici fanciulle ogni notte riescono a sfuggire al controllo del severo padre e vanno a ballare lasciando un’impronta della loro fuga notturna: le dodici paia di scarpe davanti alla porta della loro stanza, consumate dalle danze.
Dove vanno? Come fanno ad uscire? 
La fiaba è misteriosa e probabilmente la curiosità di sapere la verità mi attirava fin da bambina. Ma ciò che più mi piaceva leggere era di quelle scarpe consumate perché immaginavo dodici ragazze intelligenti e ben organizzate che riuscivano ad assaporare ogni notte la loro libertà. 
E quante domande...una su tutte...perché non potevano andare a ballare liberamente? Ed ecco comparire nella storia due nuovi personaggi: un povero soldato di ritorno dalla guerra e una vecchia. E poi un mezzo magico diventato famoso anche in libri per ragazzi molto amati oggi: un mantello dell’invisibilità.

Il mistero alla fine è svelato e come ogni faba che si rispetti arriva il lieto fine. A me rimane il fascino delle ragazze che ballano e delle loro scarpe. 

domenica 26 aprile 2020

Priorità

13/4/2020

Vengono sempre prima loro.
Priorità è ciò che viene prima di un’altra cosa, delle altre cose, delle altre persone. Ed ha a che fare con la scelta ma anche con il dividersi quando hai tanti che ti cercano e vogliono le tue attenzioni.
E quando ti dividi un po’ qua e un po’ là è inevitabile lasciare qualcuno scontento. 
Che poi se la caverà benissimo ugualmente.
Perché a sua volta ha altre priorità, altro da fare e altro a cui pensare.

sabato 25 aprile 2020

Banali

11/4/2020
Molte cose lo sono. Già sentite, dette e ripetute tanto da diventare luoghi comuni. 
Più vai oltre la superficie, più scendi a fondo e meno trovi soddisfazione. Più la mente pretende. 
Le parole devono creare qualcosa di davvero forte per arrivare in fondo. 
E anche le storie appaiono molto scontate.

venerdì 24 aprile 2020

Profondità

11/4/2020
Tutto troppo veloce, tutto troppo semplice. 
Dette così sembrano parole campate in aria....in realtà mi danno lo spunto per una riflessione sul tempo e sul suo valore. 
E sul come accadono le cose.
Il tempo è lento. 
È attesa, lunga, pesante, continua e paziente. È solo attesa senza arrivo.
È difficoltà e spesso è stare soli con stessi e con i propri pensieri.
È aspettare che passi. 
È accorgersi che da una stagione all’altra i desideri si affievoliscono fino a sparire. Perché non sono realizzabili. 
Il tempo è concretezza e contatto con la realtà. Cosa si può fare contando solo sulle proprie forze e a certe condizioni? Nulla e tutto quello che si riesce a inventare.

Diversità, accettazione, malinconia.