mercoledì 6 maggio 2020

Dante- La Divina Commedia Canto VII- Rabbia

E io, che di mirare stava inteso,
Vidi genti fangose in quel pantano,
ignude tutte, con sembiante offeso.
Lo buon maestro disse: << Figlio, or vedi,
l’anime di color cui vinse l’ira;
e anche vo’ che tu per certo credi
che sotto l’acqua ha gente che sospira,
e fanno pullular quest’acqua al sommo,
come l’occhio ti dice u’ che s’aggira.
Fitti nel limbo, dicon:” Tristi fummo
nell’aere dolce che dal sol s’ allegra,
portando dentro accidioso fummo:
or ci attristiam  nella belletta negra”.
Quest’inno si gorgoglian nella strozza,
ché dir non posso con parola integra>>.
Dante, Inferno canto VII

Torna prepotente quando meno te lo aspetti per ricordarti quello che non funziona. O meglio che non funziona come tu vorresti che funzionasse.
Torna per ricordarti che gli altri sono assolutamente liberi di fare tutto ciò che vogliono che ci piaccia o no. E sono anche egoisti. 
Il sano egoismo che invece manca a chi forse si preoccupa troppo del prossimo oppure semplicemente vede le cose da un altro punto di vista.

Rabbia, egoismo, parole che c’entrano poco con l’amore.

Nessun commento: