domenica 30 giugno 2013

Un giorno incontriamo la persona giusta.

Restiamo indifferenti, perché non l'abbiamo riconosciuta: passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l'abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. 
Di tanto in tanto distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli; la terra, il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono quietamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore.
Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo creduti in presenza della persona giusta, e non era. 
E in presenza di quelle false persone giuste, cadevamo travolti da un tale impetuoso tumulto che quasi non ci restava più la forza di pensare; ci trovavamo a vivere come al centro d'un paese incendiato: alberi, case e oggetti divampavano intorno a noi. E poi di colpo si spegneva il fuoco, non restava che un po' di brace tiepida: alle nostre spalle i paesi incendiati sono tanti che non possiamo più nemmeno contarli.
Adesso niente brucia intorno a noi.
Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti e inflessioni di voce, nel ripensarli, ci danno un piccolo sussulto al cuore: ma non teniamo conto d'un così piccolo, sordo sussulto. 
La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata e torva per tanti anni, d'un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessuno essere umano; tutti gli esseri umani ci apparivano dopo un poco così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male.
Eppure noi siamo infinitamente tranquilli.
E lasciamo la nostra casa, e andiamo a vivere con questa persona per sempre: non perché ci siamo convinti che è la persona giusta: anzi non ne siamo affatto convinti, e abbiamo sempre il sospetto che la vera persona giusta per noi sia nascosta chissà dove nella città. Ma non abbiamo voglia di sapere dove si nasconde: sentiamo che ormai avremmo ben poco da dirle, perché diciamo tutto a questa persona forse non giusta con cui adesso viviamo: e il bene e il male della nostra vita vogliamo riceverlo da questa persona e con lei. Scoppiano fra noi e questa persona, ogni tanto, violenti contrasti: eppure non riescono a rompere quella pace infinita che è in noi. Dopo molti anni, solo dopo molti anni, dopo che fra noi e questa persona si è intessuta una fitta rete di abitudini, di ricordi e di violenti contrasti, sapremo infine che era davvero la persona giusta per noi, che un'altra non l'avremmo sopportata, che solo a lei possiamo chiedere tutto quello che è necessario al nostro cuore.

Testo tratto da Natalia Ginzburg, Le piccole virtù

lunedì 10 giugno 2013

Io sono io. Tu sei tu


Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative.
Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa.
Se ci incontreremo sarà bellissimo;
altrimenti non ci sarà stato niente da fare."


"se ti assumi la responsabilità di quello che stai facendo,
del modo in cui produci i tuoi sintomi,
del modo in cui produci la tua malattia,
del modo in cui produci la tua esistenza
- al momento stesso in cui entri in contatto con te stesso -
allora ha inizio la crescita, ha inizio l'integrazione"

"assumersi responsabilità per un altro,
interferire con la sua vita e sentirsi onnipotenti sono la stessa cosa"

"sarò con te. Sarò con te con il mio interesse,
la mia noia, la mia pazienza, la mia rabbia, la mia disponibilità.
Sarò con te [...] ma non ti posso aiutare.
Sarò con te. Tu farai quello che riterrai necessario"

"La consapevolezza di per sé può essere curativa.
Dato che con una piena consapevolezza si diventa autoconsapevoli
dell’autoregolazione dell’organismo,
si può lasciare che l’organismo prenda in mano la situazione senza interferire,
senza interrompere: della saggezza dell’organismo ci si può fidare.
Di contro a questo atteggiamento troviamo l’intera patologia
dell’automanipolazione, del controllo ambientale e via dicendo,
che interferisce con i sottili meccanismi dell’autoregolazione dell’organismo”

Friedrich Salomon Perls



lunedì 20 maggio 2013

Prendersi cura Dal mito alla vita

“Mentre Cura stava attraversando un certo fiume, vide del fango argilloso. 
Lo raccolse pensosa e cominciò a dargli forma. 
Ora, mentre stava riflettendo su ciò che aveva fatto, si avvicinò Giove. 
Cura gli chiese di dare lo spirito di vita a ciò che aveva fatto e Giove acconsentì volentieri. 
Ma quando Cura pretese di imporre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo proibì e volle che fosse imposto il proprio nome. 
Mentre Giove e Cura disputavano sul nome, intervenne anche Terra, reclamando che a ciò che era stato fatto fosse imposto il proprio nome, perché essa, la Terra, gli aveva dato il proprio corpo. 
I disputanti elessero Saturno, il Tempo, a giudice, il quale comunicò ai contendenti la seguente decisione: - Tu, Giove, che hai dato lo spirito, al momento della morte riceverai lo spirito; tu, Terra, che hai dato il corpo, riceverai il corpo. 
Ma poiché fu Cura che per prima diede forma a questo essere, finché esso vive, lo custodisca la Cura. 
Per quanto concerne la controversia sul nome, si chiami homo poiché è stato tratto da humus-”.

sabato 4 maggio 2013

Sotto casa



Apra la sua porta,
Faccia presto…
Non importa
Cosa crede lei
Di questo
Movimento
Ma l’avverto
Che al suo posto
Non ci penserei
Due volte,
Dato l’imminente
Arrivo di Gesù,
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto
Che serpeggia
Tra i credenti
Il malcontento
Per la pioggia
Di mancati
Appuntamenti
Nei millenni,
Ma si metta
Nei suoi panni…
Quell’incetta
Di pianeti
Da salvare…
Di pianeti da salvare!
Possa la bontà
Del vostro cuore
Riscoprire
Che la verità
Si cela
Spesso
Dentro una persona
Sola
E non è tanto
Il sesso
A consolare
L’uomo
Dal suo pianto,
Ma l’amore
Buono
Ed il perdono
Santo
Del Signore.
Lasci
Che le spieghi
In due parole
Com’è facile
Sentire
Gli echi
Bassi ed immorali
Di comportamenti
Frivoli e meschini
Quali
Certi
Omini
In abito da donna,
La vergogna
Che neanche gli animali!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
Lei non si dimostra
Illuminato
Dalla grazia della vostra
Santa Vergine Maria,
Lo chiami pure, se ritiene,
Il capo
Della polizia,
Ma a chi conviene
Tutta quella baraonda
Se l’ozono
S’è ridotto
A un colabrodo
E basta
Un solo
Farabutto
A fare in modo
Che dell’uomo
Non rimanga
Neanche l’ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene
Al mondo tanto
Per godere,
Ma soltante
Perché un bene
Superiore
Ci ha creati!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
So che sei lì
Dentro…
Non ti muovi,
Ma ti sento!
Oggi te la cavi,
Sì…
Ma non finisce qui!
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!


venerdì 26 aprile 2013

Ascoltami



Ascoltami, per favore,
ho bisogno di parlarti.
Accetta quello che sento e provo
senza finzione, senza giudicare

Ascoltami, per favore,
ho bisogno di parlare;
non farmi troppe domande
non darmi troppi consigli

Ascoltami, per favore,
ho bisogno di parlare,
non cercare di interrompermi
o di prendermi in giro

Ascoltami, per favore,
ho bisogno di parlare,
ho bisogno di raccontarmi
o semplicemente di sfogarmi

Allora, adesso che mi hai ascoltato
ti prego, puoi parlare.
Io ti ascolterò con attenzione
e sensibilità: io ti ascolterò

sabato 13 aprile 2013

Sono solo parole



Avere l'impressione di restare sempre al punto di partenza 
E chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza 
Considerare che sei la ragione per cui io vivo 
Questo è o non è amore? 

Cercare un equilibrio che svanisce ogni volta che parliamo 
E fingersi felici di una vita che non è come vogliamo 
E poi lasciare che la nostalgia passi da sola 
E prenderti le mani e dirti ancora... 

Sono solo parole 
Sono solo parole 
Sono solo parole, le nostre 
Sono solo parole 

Sperare che domani arrivi in fretta 
e che svanisca ogni pensiero 
Lasciare che lo scorrere del tempo 
renda tutto un po' più chiaro 
Perché la nostra vita in fondo 
non è nient'altro che 
Un attimo eterno, un attimo 
Tra me e te 

Sono solo parole 
Sono solo parole, le nostre 
Sono solo parole 
Sono solo parole, parole, parole, parole... 

E ora penso che il tempo che ho passato con te 
Ha cambiato per sempre ogni parte di me 
Tu sei stanco di tutto e io non so cosa dire 
Non troviamo motivo neanche per litigare 
Siamo troppo distanti, distanti tra noi 
Ma le sento un po' mie le paure che hai 
Vorrei stringerti forte e dirti che non è niente 
Posso solo ripeterti ancora... 
Sono solo parole. 

Sono solo parole, le nostre 
Sono solo parole, le nostre 
Sono solo parole 
Sono solo parole, parole, parole, parole 
Sono solo parole...





domenica 7 aprile 2013

Cecità


Senza parole, perplessi, senza fiato, tristi… non ho capito, mi è sfuggito qualcosa, che angoscia…
Perché la moglie del dottore non è diventata cieca?
Consapevolezza e incredulità, la realtà non è così, gli uomini sono buoni, non possono arrivare a tanto…
Ma sarà vero? Ne sei proprio certo?
I pensieri scorrono veloci, da una parte all’altra… ma cosa avrà voluto dire? Quale sarà il significato profondo…
Perché nessuno è stato capace di lucidità? Perché tutto si è fermato?
Mentre ci ripensi il tempo scorre….
Non si può mai sapere in anticipo di cosa siano capaci le persone, bisogna aspettare, dar tempo al tempo, è il tempo che comanda, il tempo è il compagno che sta giocando di fronte a noi, e ha in mano tutte le carte del mazzo, a noi ci tocca inventarci le briscole con la vita, la nostra…